Vittorio Villa - Founding Partner di Villa and Partners Executive Search

Su Focus Risparmio di Assogestioni, Vittorio Villa traccia un quadro aggiornato del profilo e delle tendenze relative a questa figura professionale.

Pubblicato sulla rivista FOCUS RISPARMIO – settembre 2015 – numero 1 – anno 4.
Gli italiani continuano a investire in prodotti finanziari e in questi anni è cambiato anche il mercato del lavoro di riferimento.

È il Private Banker la figura professionale più ricercata nel mondo del risparmio gestito.

L’analisi di Vittorio Villa parte dalla constatazione che rispetto a 10-15 anni fa, si è drammaticamente ridimensionata la domanda di gestori e asset manager, mentre c’è un grande sforzo di ricerca sul fronte sales per clientela privata e nel mondo del Private Banking. Qualcosa si sta muovendo anche per gli institutional sales, ma è una popolazione numericamente molto più esigua.
Il private banker fa consulenza a clienti privati, talvota affiancando anche consulenza fiscale, successoria e immobiliare. Spesso il private banker viene da un’esperienza bancaria, dove la figura dell’esperto allo sportello è sparita e si è evoluta verso una figura più commerciale e anche imprenditoriale. E ad essere ricercate dalle banche non sono soltanto figure senior. Per lungo tempo il mercato si è confrontato soprattutto sui profili di un certo spessore, ma questo ha generato una bolla salariale che ha indotto molte banche a investire anche su profili più junior con potenziale. Profili che, pur partendo da portafogli più limitati, hanno la possibilità di crescere e di generare ritorni positivi in tempi inferiori rispetto ai senior, che hanno costi molto elevati e bassa fidelizzazione.
In termini di requisiti, oltre alla formazione universitaria e all’iscrizione all’albo professionale, sono richieste capacità di gestione della relazione col cliente. Le remunerazioni sono molto variabili. Indicativamente, un private banker senior con un rapporto di lavoro dipendente e un portafoglio di gestione intorno ai 60 milioni di euro guadagna attorno a 80-90mila euro lordi annui. Un private banker di alto livello può anche superare i 200mila euro. I livelli di seniority intermedia possono arrivare a 60mila euro lordi.
“In questa professione riteniamo che possa avere successo chi si butta e chi osa, perché c’è una componente di rischio imprenditoriale importante che è possibile controllare anche se si ha un approccio metodico e sistematico allo sviluppo del business – conclude Vittorio Villa – Tra l’altro ci sono banche considerate ottime navi scuola, specie per i giovani private banker. Quello che paga, in ogni caso, è l’esperienza e la fidelizzazione del portafoglio, unita alla tenacia e alla consapevolezza che si tratta di percorsi di carriera che si sviluppano con gradualità, ma che possono produrre risultati molto soddisfacenti in termini economici”.

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